11) Kierkegaard. La ragione e l'assurdo.
Kierkegaard osserva che l'assurdo non rientra n negli schemi
della ragione, n in quelli della possibilit. Nell'accettazione
dell'assurdo e del paradosso consiste la fede, la quale sfugge
totalmente al generale, al sistema hegeliano.
S Kierkegaard, Timore e tremore.

 Vediamo ora il cavaliere della fede nel caso citato. Egli [...]
rinuncia infinitamente all'amore, sostanza della sua vita. Si
placa nel dolore. Allora accade il prodigio. Fa un movimento ancor
pi sorprendente di tutto il resto. E dice: Io credo nondimeno
che avr colei che io amo, in virt dell'Assurdo, in virt della
mia fede che ogni cosa  possibile a Dio. L'Assurdo non fa parte
delle differenze comprese nel quadro della ragione. Non  identico
all'inverosimile, all'inatteso, all'imprevisto. Nel momento in cui
il cavaliere si rassegna, egli si convince dell'impossibilit
secondo i criteri umani. Tale  il risultato dell'esame razionale
che egli ha l'energia di compiere. In compenso, dal punto di vista
dell'infinito, la possibilit sussiste, per via della
rassegnazione; ma questo possesso  al tempo stesso una rinunzia,
senza essere tuttavia un'assurdit per la ragione, perch questa
conserva il diritto di sostenere che nel mondo finito, dove 
sovrana, la cosa  e resta una impossibilit. Il cavaliere della
fede ha, di quella impossibilit, una coscienza altrettanto
chiara: la sola cosa capace di salvarlo  l'Assurdo, che egli
concepisce per fede. Riconosce dunque l'impossibilit; e
simultaneamente crede l'Assurdo. Perch se egli si immagina di
aver la fede, senza riconoscere con tutto il suo cuore e con tutta
la passione della sua anima l'impossibilit, egli inganna se
stesso e la sua testimonianza non pu essere ricevuta affatto
poich non  nemmeno giunto alla infinita rassegnazione.
[...].
La fede , appunto, il paradosso secondo il quale l'Individuo,
come tale, al di sopra del Generale,  in regola di fronte a
questo, non come subordinato, ma come superiore; e nondimeno, (si
badi bene) in modo tale che l'Individuo, dopo essere stato come
tale subordinato al Generale, diventa allora, per mezzo del
Generale, l'Individuo come tale, superiore a quello; in modo che
l'Individuo come tale  in un rapporto assoluto con l'Assoluto.
Questa posizione sfugge alla mediazione, che si effettua sempre in
virt del Generale. Essa  e resta eternamente un paradosso
inaccessibile al pensiero. La fede  questo paradosso, altrimenti
(conseguenza che prego voler ricordare continuamente per non dover
infastidire il lettore ad ogni passo) altrimenti la fede non  mai
esistita perch c' sempre stata; in altre parole, Abramo 
perduto.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagine 1294-1295 e 1297.
